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La grande storia del Sannio raccontata a fumetti: un’opera di Alessandro Parisi

Un avvincente viaggio nella storia locale attraverso la magia della matita

Le grandi tappe della storia del Sannio raccontate attraverso cinquanta tavole disegnate a matita. L’ultima fatica di Alessandro Parisi sarà presentata questo sabato 15 dicembre, presso l’Auditorium Sveva San Severino, a partire dalle ore 18.

Battaglie, personaggi e fatti passati alla storia aiuteranno i lettori esperti e non a costruire un filo conduttore fino ai tempi più recenti. Un viaggio atipico tra volti, sfumature e sensazioni.

Gli studenti partecipanti all’ottava edizione della rassegna “I Caffè d’Autunno” potranno far valere la loro presenza ai fini del conteggio per i crediti formativi.

 

La grande storia del Sannio, locandina

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Alcuni libri delle rassegne passate

Caffè d’Autunno 2018: date e ospiti

Giunta all’ottava edizione, la rassegna “I Caffè d’Autunno” è ai nastri di partenza

Ottobre 2018 – gennaio 2019

Piedimonte Matese

 

  • 21 ottobre Marino Curnis, scrittore e viaggiatore, Appia a piedi e altri cammini, presenta Natalino Russo. Ore 19 Auditorium Sveva Sanseverino – Museo Civico;
  • 16 novembre Stefano Girotti Zirotti, giornalista, scrittore, vaticanista, già Vicedirettore Rai Sat, “Noi fratelli” (ed. Mondadori) presenta Luigino Arrigo. Nel corso dell’incontro visione del cortometraggio liberamente ispirato al libro sul confronto tra le religioni, regia di Giacomo Freda (progetto Bridge). Ore 19 Auditorium Sveva Sanseverino – Museo Civico;
  • 23 novembre Luigi Crimaco, archeologo, “Sinuessa, l’eredità di Cesare” Ed. Homo Scrivens, presenta Giuseppe Castrillo. Ore 19 Auditorium Sveva Sanseverino – Museo Civico;
  • 30 novembre Gianluca Paolisso, scrittore, attore, “Il Principe azzurro”, Fawkes editions, presenta Gianfrancesco D’Andrea. Ore 19 Penza Bistrot Cafè;
  • 11 gennaio 2019 Andrew Faber, poeta, “Fermo al semaforo in attesa di trovare un titolo vidi passare la donna più bella della storia dell’umanità” (Ed. Miraggi) presenta Guglielmo Ferrazzano. Ore 19 Foyer Caffetteria dell’Istituto Alberghiero;
  • 25 gennaio 2019 Gianni Iasimone, poeta, “La quintessenza”, ed. Arcipelago Itaca, 2018 presentano Giuseppe Castrillo e Raffaele Santoro. Ore 19 Circolo dell’Unione.

Come lo scorso anno, gli studenti delle scuole superiori che parteciperanno ad almeno cinque dei sei incontri previsti, potranno ricevere l’attestato di partecipazione e comunicarlo alle segreterie ai fini della maturazione dei crediti formativi (i criteri di assegnazione sono riservati ad ogni singolo istituto scolastico). Al termine della serie di incontri dovrà pervenire un elaborato alla casella e-mail: byblosidee@libero.it.

Lo studente può scegliere di scrivere una recensione su uno dei libri presentati durante la rassegna, oppure una relazione su un argomento in particolare di una delle serate; infine, può scegliere di scrivere una relazione generale su una delle serate (andamento, efficacia di comunicazione dei relatori, attinenza degli argomenti, coinvolgimento del pubblico, ecc).

Il formato può essere vario: Power Point; video; semplice relazione scritta. Formalmente non c’è un limite per quanto riguarda il numero di caratteri o di slide minimo che dev’essere rispettato. L’elaborato, però, deve esprimere esaustivamente il ragionamento.

Inoltre è fondamentale che durante la fase di invio del file lo studente fornisca alcuni dati per il riconoscimento: nome e cognome, istituto superiore frequentato.

Per ulteriori chiarimenti gli interessati possono contattare l’associazione alla casella e-mail di cui sopra.

 

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Gian Giacomo egg

Sulle orme di Gian Giacomo Egg: visite guidate per esplorare il passato di Piedimonte

La filanda, il cotone, l’acqua e un’inossidabile visione imprenditoriale

Gian Giacomo Egg, un nome che per i Piedimontesi porta alla mente uno dei periodi storici più interessanti da approfondire e da cui prendere spunto. Perché la storia non è ricordare dati e guerre, ma esplorare le radici di fenomeni che spingono un popolo ad attraversare il tempo, sperimentando una delle cose più affascinanti della vita: il cambiamento.

E prendendo spunto dal passato, salvaguardando il concetto di “memoria” si può far mente locale ed esprimere quelle potenzialità latenti che un territorio offre.

Agli inizi del XIX secolo i residenti di Piedimonte d’Alife non potevano immaginare che nel giro di pochi anni la cittadina avrebbe sperimento un favorevolissimo periodo di espansione economica, grazie alla visione dell’imprenditore venuto dalla Svizzera, seguito poi da un manipolo di maestranze. Le intuizioni divennero fatti, e la filanda impiantata nei locali di un convento, abbandonato da pochi anni, divenne uno snodo fondamentale per l’economia del Regno delle Due Sicilie.

Come accadde tutto ciò? Chi furono gli attori principali di questo cambiamento? Cosa possiamo imparare da questa cornice storica?

Sono domande a cui risponderemo questa domenica 23 settembre. Ripercorreremo il tutto nell’ambito di una delle Giornate Europee del Patrimonio, nata grazie alla sinergia fra Soprintendenza e Associazione culturale Byblos, con il patrocinio della città di Piedimonte Matese.

Lo faremo attraverso delle visite guidate, che avranno inizio in Largo San Domenico, nei pressi del Mu.Ci.Ra.Ma (Museo Civico Raffaele Marrocco) nei seguenti orari: 10:00, 12:00, 16:00, 18:00, 20:00, e dureranno sulle due ore ciascuna.

Itinerario: Museo Civico, Via Cila, Villa Berner, Acquedotto del Maretto, Via de Cesare, Piazza del Carmine, Villa Comunale, Cimitero detto “degli Svizzeri”- Via San Marco.

Per aggiornamenti: pagina evento

Per prenotazioni potete contattarci sulla pagina Facebook Associazione culturale Byblos, oppure inviarci una e-mail all’indirizzo: byblosidee@libero.it

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Veduta sul quartiere storico di Piedimonte Matese dell'edizione 2017 di IlluminArti

IlluminArti 2018, proseguono i preparativi

IlluminArti 2018, appuntamento rinnovato per sette volte di seguito. Una scommessa avviata nel 2011, un azzardo, diventato oggi un appuntamento attesissimo e che migliora di anno in anno

Come da tradizione la macchina organizzativa prende avvio già a dicembre; durante le vacanze natalizie si tengono le prime riunioni informali e brainstorming per raccogliere nuove idee e perfezionare quelle già in atto.

Il perno di tutto, la magia di IlluminArti e di tutti gli eventi targati Byblos, sta nei suoi associati e negli amici che, di volta in volta, rispondono agli appelli di aiuto. E a proposito di aiuti: negli ultimi tempi abbiamo diffuso vari appelli, non rimasti inascoltati, da una cittadinanza troppo spesso giudicata come passiva e disinteressata. Affatto.

Se ci sono i presupposti l’edizione viene confermata, e dal gennaio si inizia a lavorare a ritmo cadenzato: sia per la raccolta fondi che per la definizione del percorso.

Riunioni periodiche e fisse, studio di ogni singolo evento, contatto constante con gli artisti che, di fatto, sono l’anima della serata. Comunicati stampa, le spinose richieste di natura amministrativa, sopralluoghi, i tanti imprevisti. Ogni anno un bagno di sudore, ma ogni anno una scommessa vinta, fino ad oggi per sei volte consecutive.

Ma dietro ogni iniziativa c’è un perché. Un’idea, anche piccola, che porta alla mente una riflessione. La riflessione che dal 2011 emerge da IlluminArti riguarda il destino del borgo storico; in maniera più ampia una riflessione sul destino tutti i borghi storici d’Italia: giacimenti di conoscenza e radici culturali, sempre più disabitati.

Il gioco di luci che sta alla base dell’evento è “proiettato” proprio su quei palazzi, le chiese, le abitazioni più simboliche, che rappresentano i vari perché della città.

Una serata di festa per grandi e piccini, un percorso ricco di eventi, un guardarsi attorno per intuire le enormi potenzialità ereditate dalla storia. Un momento di sana follia, in questo periodo storico rumoroso e che punta alla solitudine, per stare tutti insieme e ricordarci chi siamo: un paese di artisti.

 

Locandina dell'evento IlluminArti 2018
Locandina dell’evento IlluminArti, edizione 2018
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Multiculturalismo: la chiave di volta per il cambiamento

Gli studenti danno una grande lezione di vita, non lo fanno con sermoni o relazioni ma con i fatti: con cibo e cartelloni

Come in tutte le cose c’è una grande differenza tra la forma e la sostanza. C’è una grande differenza tra il semplice etichettare un contesto con l’abusata parola “Multiculturale” e conoscerlo davvero, viverlo, testimoniarlo, assaporarlo. Lasciarsi andare a un’esperienza multiculturale costringe a mettere da parte i vecchi schemi mentali per abbracciare il nuovo. Spesso questo nuovo, questo “diverso”, aiuta a conoscere meglio il mondo che ci circonda,  accomuna tutti i popoli sotto le stesse radici e offre insegnamenti per conoscere sé stessi. Secondo l’enciclopedia Treccani la parola multiculturale porta alla mente il concetto di “Mosaico di culture“, e in un mosaico i diversi colori convivono senza forzarsi a vicenda. Tutti recuperano un posto, ma stanno insieme in un unico grande disegno.

Stamattina presso il Museo Civico Raffaele Marrocco (Mu.Ci.Ra.Ma) gli studenti del Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (CPIA Caserta), sede di Piedimonte Matese, hanno offerto un grande spunto di riflessione.

Prima di tutto bisogna dire che il CPIA è un’Istituzione scolastica autonoma di recente costituzione, con un assetto organizzativo peculiare e diverse sedi dislocate sul territorio della Provincia di Caserta. Si rivolge a persone di età superiore ad anni sedici (fuori dall’obbligo scolastico) e si rivolge sia a cittadini italiani che stranieri; mira a organizzare diversi percorsi formativi. Ad oggi conta circa 1500 studenti.
Tra i percorsi formativi il CPIA si occupa di far conseguire il diploma conclusivo del primo ciclo di istruzione (ex licenza media, corsi di 400 ore); certificazione di assolvimento dell’obbligo di istruzione (primo biennio delle scuole  superiori, corsi di 825 ore biennali); certificazione di conoscenza della lingua italiana di livello A2 (alfabetizzazione) per gli studenti stranieri (corsi di 200 ore). Attività di Ampliamento dell’offerta formativa: corsi di informatica (base ed ECDL);Corsi di Lingua Inglese e Francese; Progetti Regionali e Nazionali come (POR Campania “Scuola Viva”, PON-FSE e F.A.M.I.”A te la parola”).

Detto ciò, stamane si è svolto un incontro conclusivo riguardante due progetti, che hanno coinvolto sia cittadini italiani che stranieri della sede di Piedimonte Matese. La parola d’ordine è stata: contaminazione.

Gli alunni coinvolti hanno dapprima imparato a guardarsi intorno con occhi attenti, per conoscere il territorio, attraverso visite guidare al Museo e nei luoghi simbolo della città; hanno portato tutto in pratica con l’elaborazione di relazioni, scritti, cartelloni esposti stamane, che hanno altresì permesso agli studenti stranieri di apprendere i rudimenti della lingua italiana e metterli subito “in funzione”. Sempre all’interno dei progetti, gli studenti sono stati coinvolti in un laboratorio di lavorazione di prodotti di ceramica presso la Bottega Terraquea, dell’amica Ada Colapetella.

Il secondo progetto ha invece fatto da sfondo alla contaminazione gastronomica. Gli studenti hanno realizzato ricette tipiche dei propri paesi, le hanno personalizzate e se le sono scambiate, hanno lavorato spalla a spalla, hanno realizzato dei video per la documentazione, e infine hanno offerto i prodotti finiti questa mattina, nel momento conclusivo dell’appuntamento.

Detto ciò, oltre ai dettagli tecnici, oggi si è fatta avanti una riflessione proprio mentre guardavamo quel tripudio di colori, assaporavamo le pietanze. Negli ultimi anni pare sia tornato il pregiudizio verso il diverso. Vuoi alcuni episodi di cronaca, alcuni pregiudizi ancora insediati in molte persone, vuoi diverse altre cause, sembra che il diverso sia un ostacolo. Ancora, nel 2018.

Gli studenti ci hano dato una grande lezione. In una stessa stanza possono tranquillamente convivere persone che hanno radici diverse, se lo vogliono e se c’è rispetto. La cultura è un insieme unitario di conoscenza, ma che per comodità didattica dividiamo in settori, in materie. Tutto è cultura, e tutto può mescolarsi: cose e persone. Andando a scavare nelle diversità, superando i primi ostacoli di paure spesso infondate, si scopre un mondo affascinante; si scopre che in realtà ci sono legami sottili che accomunano tutti: la musica, la letteratura, i ceppi linguistici, il cibo, la genetica, le religioni. Senza fare giri di parole, gli studenti ci hanno dimostrato che si può vivere in armonia. Loro lo hanno fatto in piccolo. Eppure nella società di oggi, rapida e liquida, le barriere stanno lentamente scomparendo,  con esse anche i vecchi canoni di vecchi modelli di società. Tutto avanza, e con esso dovremmo farlo anche noi, per goderci di più la vita in serenità, contaminandoci a vicenda.

Guglielmo Ferrazzano

 

 

 

 

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